Longreads: la lettura lunga va di moda anche sul web

Written by Silvia on. Posted in Digital Publishing, Web & Marketing

digital-publishing Non più solo 140 caratteri. Il web sta riscoprendo negli ultimi tempi la “magia” della lettura lunga. Si afferma infatti il genere che il gergo web definisce “longform” o “longread”, articoli e saggi lunghi per chi preferisce l’approfondimento e lo studio accurato degli argomenti. E’ difficile da credere, nel momento in cui lo scrivere online sta diventando sempre più corto e semplice, con i 140 caratteri di twitter, con le sole immagini di instagram con le fugaci perle di facebook. E’ vero, l’attenzione quando si naviga online crolla più veloce di una delle case di maiali di angry birds. Quando calcoliamo il tempo che gli utenti trascorrono su una singola voce, un giornale online, una foto gallery siamo spesso sorpresi dalla rapidità del consumo e del passaggio da un tema ad un altro. I lettori tra l’altro non arrivano quasi mai su un link di un sito dalla sua homepage, ma proprio dai motori di ricerca e dai social media. Ma davvero il web incoraggia la superficialità? Davvero è tutto in balia della banalità frenetica? La verità è che breve non vuol dire sciocco e un tweet, un post di poche righe su Google o un blog sono solo la chiave per aprire intere biblioteche. Da qui parte la nuova (che a dir la verità proprio nuova non è) moda della lettura lunga da scrollare con il mouse. Basti pensare agli innumerevoli siti che sono nati a tal proposito, tipo www.aldaily.com, il più famoso longreads.com e alle testate che cominciano ora a dedicarcisi come The Guardian o il Daily Beast o The New Yorker. L’idea è quella di antologizzare i testi lunghi spesso più di 1.500 parole e quelli più “impegnativi” a livello di tempo ed energie mentali per i propri utenti e, per ogni testata, tentare di racchiudere il meglio della propria produzione in forma ampliata. Ecco che da un tweet allora si passa agevolmente a un saggio ben più complicato di 140 caratteri. Grazie a un link. Ma nella frenesia delle proprie giornate in cui ci si districa tra lavoro, famiglia burocrazie e trasporti dove troviamo il tempo per leggere pagine e pagine di testo? La risposta ce l’abbiamo (probabilmente) tutti nelle nostre tasche, cioè nei tablet e negli smartphone che ormai ognuno di noi possiede da qualche anno a questa parte. Internet sempre a portata di mano, schermi più grandi e una sempre maggiore familiarità facilitano letture in comodità, su cui ci si può buttare non appena capita un momento di quiete. Letture in comodità che sono sempre più le benvenute, perché di sicuro breve non vuole dire sciocco, ma allo stesso tempo lungo non significa necessariamente noioso.
Silvia

Silvia Dallari

Giornalista pubblicista, esperta in comunicazione, appassionata, curiosa e creativa. Le parole sono l'occorrenza più immediata per far vivere le mie idee su ogni tipo di piattaforma, dalla stampa, al web, alla tv fino alla radio. E poi c'è la musica, il mio basso, i palchi, "les fauves" e tutta la parte "artistica" della mia vita che le parole non riuscirebbero a descrivere nemmeno in un milione di anni…

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